martedì 18 ottobre 2011

Giovedì 20 ottobre a Firenze: LEZIONI IN PIAZZA



























L’indignazione è un nuovo spettro che si aggira per l’Europa e che,  anche negli USA, culla del capitalismo moderno, si dirige contro lo strapotere della finanza. Per passare  alla costruzione di un’alternativa, l’indignazione deve trasformarsi in volontà di lotta e in capacità di unificazione dei diversi movimenti su obiettivi e strategie comuni. Abbiamo bisogno di tutta la nostra forza e di tutta la nostra intelligenza: abbiamo bisogno di condividere saperi e analisi della realtà. Per questo organizziamo


LEZIONI IN PIAZZA
PER UN' ALTRA RISPOSTA ALLA CRISI


Giovedì 20 ottobre - FIRENZE ore 17.30- 19.00
Piazza dei Ciompi, Loggia del Pesce


Lezioni (brevi) di:

Filippo Miraglia
Essere immigrati nel tempo della crisi

Mercedes Frias
Lavoro migrante: crisi economica e crisi dei diritti

Interverranno
Giuliano Ciapetti, Brigate di Solideriatà Attiva
Un rappresentante del gruppo di rifugiati di Via Slataper


 Introduzione, coordinamento e allestimento dell’aula a cura di:
 Rete Antirazzista Fiorentina
 Comitato per la Campagna “L’Italia sono anch’io”

CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA
COSTRUIAMO L'ALTERNATIVA

INSIEME PER L’ALTERNATIVA



Scarica il pdf della locandina in A4: CLICCA QUA
a il pdf del Volantino in A5: CLICCA QUA

mercoledì 25 maggio 2011

Comunicato della rete antirazzista sulla tendopoli dei rifugiati alla Fortezza da Basso a Firenze
























Da sabato 21 maggio, di fronte alla Fortezza da Basso, è stato allestito, al termine di un partecipato corteo, un accampamento con una ventina di tende dal Movimento di lotta per la casa, per appoggiare le richieste di un centinaio di somali, eritrei e etiopi richiedenti asilo o profughi.

Un folto gruppo di questi migranti è già passato o per le occupazioni del Movimento di lotta per la casa, o per le strutture gestite dal comune di Firenze, mentre alcuni/e vivono in strada, anche da mesi. Molti somali ed eritrei lamentano la mancanza o l’insufficienza dei percorsi istituzionali, che si risolvono perlopiù in percorsi individuali d’assistenza e di alloggio di poche settimane o mesi, al termine dei quali non è previsto nessun concreto inserimento sociale. Per quanto quasi tutti e tutte abbiano uno status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale, siano quindi persone perseguitate o in fuga dalla guerra, subiscono l’esclusione dalle politiche sociali e di assistenza. Inoltre, quasi tutti i somali ed eritrei presenti nell'accampamento antirazzista lamentano da mesi l’impossibilità di movimento, a causa della mancata concessione, da parte della Questura, del titolo di viaggio. Anche su questo punto, finora non ci sono state risposte istituzionali, nonostante cortei e manifestazioni abbiano già evidenziato il problema.

Oltre al problema abitativo, la maggior parte non lavora o lavora in condizione di estrema precarietà e non ha reddito. Nell'accampamento ci sono una quindicina di donne, quasi tutte somale, alcune delle quali con bimbi piccoli.

In questi quattro giorni, nell'accampamento si è creata un’interessante situazione d’assemblea antirazzista, che continua a chiedere con forza e determinazione lo sblocco delle trattative.

Finora, nonostante le tanto sbandierate politiche d’accoglienza del Comune di Firenze, continua il muro di gomma e il rimpallo di responsabilità. Così come continua il silenzio mediatico: sebbene da tre giorni centinaia di persone stiano attuando una protesta così visibile, la cittadinanza è tenuta all'oscuro di quanto accade.

Dopo il tentativo di sgombero di martedì mattina, sventato dalla ferma reazione dei migranti e attivisti presenti, e la ricostruzione dell’accampamento, nel pomeriggio l’incontro con Regione e Comune non ha portato ad uno sblocco delle trattative, anzi si teme uno sgombero definitivo.

Evidentemente, al sindaco Renzi le tende antirazziste proprio non piacciono, sono un danno all'immagine della Firenze da bere…

I cittadini e le cittadine somali, eritrei ed etiopi, appoggiati dagli attivisti delle realtà di base presenti, intendono restare accampati fino a che non verrà data loro una concreta soluzione ai problemi evidenziati.

giovedì 19 maggio 2011

DOMENICA 22 MAGGIO: Incontro della Rete Antirazzista

La Rete Antirazzista di Firenze, dopo oltre un anno di attività, vuole interrogarsi, per una verifica del proprio operato, per un più definito assetto interno, per una migliore efficacia delle proprie iniziative, per qualificare le relazioni con altre espressioni organizzate, per valorizzare aspetti di maggiore competenza, sulle grandi questioni dell’immigrazione, dei diritti, della convivenza, dell’asilo, delle libertà di movimento, per una società aperta e antirazzista, basata sull’eguaglianza, sull’accoglienza e sull’interculturalità.

A tale riguardo si affronteranno, in un apposito incontro, in cui tutta le Rete è chiamata ad esprimersi, importanti aspetti per dare riferimenti più precisi sull’organizzazione interna, al fine di un miglior funzionamento, e per un effettivo coinvolgimento partecipativo.

La RETE ANTIRAZZISTA si rivolge a tutte e tutti le/i destinatarie/i di questo invito, comprese le varie realtà che hanno aderito alla Rete, perchè siano presenti all’incontro previsto in forma di assemblea aperta, che si tiene:

DOMENICA 22 MAGGIO, dalle 15,00 alle 19,30 presso 
la Sede dei Missionari Comboniani 
(che ringraziamo per la gentile ospitalità) 
in 
Via Aldini 2, Firenze di fronte al n° 25 del Viale A.Volta (zona Le Cure)

Al termine dell’incontro è prevista sul posto una Spaghettata ed appetitosi assaggi.
Vi aspettiamo !!
LA RETE ANTIRAZZISTA DI FIRENZE

lunedì 4 aprile 2011

PER IL POPOLO ROM





















Alla Stampa, alle Istituzioni locali.

Ci rivolgiamo, oltre che alle sensibilità migliori della cittadinanza, agli “zelanti operatori del degrado urbano” che ci porgono i trofei della loro caccia alla “questua molesta” alle “fastidiose presenze” di persone Rom che “si intromettono nel vivere più o meno scorrevole dei nostri comportamenti civili”. Essi compiono gesta insuperabili prelevando i questuanti, multandoli, requisendo le loro cose, insomma “togliendoli di torno” e vessandoli, intimorendoli, perchè non si ripetano “simili gesta” che “danneggiano il decoro della città”.

Avviene che, con il “prestigioso regolamento comunale in mano”, parte il pattugliamento: l’ordine è che vanno cacciati i Rom da tutti i luoghi che questi “impropriamente definiti nomadi” tendono ad utilizzare per i “loro misfatti”! Così, via dal centro, via dagli ospedali, via dai parcheggi, via da ogni insediamento umano, in quanto “intralcio o addirittura pericolo”! E poi ritiro della “refurtiva”, multe, trattenimento, minacce varie e riconduzione nei campi dell’abbandono dove sopravvivono in baracche fatiscenti e sottoposti ad incursioni razziste.

Alcune domande allora si impongono:

Ma lo sanno nei Comuni, nelle Provincie, nelle Asl, nella Polizia Municipale, dirigenti, operatori ed agenti, che vi sono gravissime inadempienze verso questo popolo, a cui si deve chiedere umilmente scusa e predisporre risarcimenti almeno pari ai maltrattamenti che queste persone hanno subito?

Lo sanno che per il Popolo Rom, si prevedono in base a Direttive Europee e Risoluzioni del Parlamento Europeo, assieme a dotazioni di fondi, una serie di interventi e di tutele verso le quali si registra una clamorosa disattenzione da parte del Governo e delle stesse Istituzioni Locali, che anzichè reprimere, sgomberare le loro poverissime cose, dovrebbero garantire misure di sostegno, di inclusione sociale, abitativa, con programmi di inserimento lavorativo, di assistenza, per favorire soluzioni vere di accoglienza? Lo sanno o fanno finta di non saperlo?

Lo sanno che sono previste sanzioni per le inadempienze istituzionali?

Lo sanno che l’Unione Europea registra che i Rom, in particolare in Italia, soffrono di una discriminazione sistematica e si trovano a combattere un livello intollerabile di esclusione e di violazione dei diritti umani?

Lo sanno che questa della popolazione Rom è la più grande minoranza etnica in Europa e che in particolare nel nostro paese anzichè trovare presidi e punti di conforto, come loro spetterebbe, rivolti a dare risposte alla loro, troppo spesso, penosa condizione, sono privati di ogni diritto, considerati estranei al contesto umano, e condotti all’estremo grado di emarginazione?

Tutto ciò è inaccettabile e grave per una democrazia, è una palese violazione costituzionale, oltre che dei pronunciamenti europei. 

Pretendiamo perciò come cittadine e cittadini di Firenze, come associazioni e reti antirazziste ed impegnate per il pieno riconoscimento dei diritti e delle protezioni umanitarie, che, sulla base delle direttive europee, di quanto prevede la costituzione, della legislazione regionale a tutela del popolo Rom e della stessa legge regionale sull’immigrazione, si dia immediatamente corso, tramite un aperto confronto con i soggetti sociali impegnati a sostegno dei diritti dei Rom, per predisporre fin da subito un programma d’ inclusione a questa emergenza umanitaria, che necessità di immediate risposte di sicurezza sociale, intesa come insieme di garanzie per tutte le persone che si trovano a vivere il territorio, la città, eliminando ogni forma di discriminazione, di violazione di diritti, di rifiuto, di esclusione sociale.

Rete Antirazzista di Firenze, Redazione Fuori Binario, Assoc.Osservazione, Ass.Interculturale Le Mafalde, Punto pace Pax Christi, Comitato Primo Marzo Firenze, Gli anelli Mancanti, Casa Diritti Sociali, Cabina Teatrale di Saverio Tommasi, Filo Rosso, Perunaltracittà, Emergency/Fi, Assoc. Unocultura, Assoc. DeaPRESS, Convergenza delle Culture, Comunità dell'Isolotto, Amalipe' Romanò (Amicizia Rom), Gruppo Spontaneo Volontari Piana Fi/Po/Pt, Ass.Punto di Partenza...

giovedì 31 marzo 2011

SABATO 2 APRILE MANIFESTAZIONE CITTADINA CONTRO LA GUERRA

NO ALLA GUERRA! 

STOP AI BOMBARDAMENTI e 

CESSATE IL FUOCO IN LIBIA! 
ACCOGLIENZA PER TUTTI I PROFUGHI e MIGRANTI! 

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 
IN TANTE PIAZZE D'ITALIA 
CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DI GUERRA, 
PER LA PROTEZIONE UMANITARIA


SABATO 2 APRILE A FIRENZE

ore 16 Manifestazione Cittadina con corteo 
Partenza da Piazza Repubblica, vie del centro, 
verso i Ponti sull'Arno 

seguiranno nei giorni successivi una serie 
di iniziative sul territorio d'informazione, 
assemblee, incontri e solidarietà con 
le popolazioni ed i movimenti dei paesi arabi

La Rete vi Invita a Partecipare Numeros*

sabato 26 marzo 2011

MIGRANTI, ACCOGLIENZA, DIRITTO D’ASILO: LE MENZOGNE DI UN GOVERNO RAZZISTA


















Mentre nel nord-Africa e in medio-oriente scoppiano e si diffondono le rivolte delle popolazioni contro i regimi dittatoriali sostenuti e foraggiati dall'occidente, il nostro governo mostra ancora una volta tutta la sua malafede e la sua insipienza: da un astensionismo pilatesco (“non disturbiamolo”) si passa a sventolare strumentalmente la minaccia del “pericolo islamico” alle porte di casa, fino al tono rassegnato con cui Frattini ci comunica che ormai “la legittimazione internazionale di Gheddafi è finita”, visto che Lega Araba, Unione Africana e Consiglio di Sicurezza sono d’accordo nel condannarlo.


E mentre la Tunisia ha accolto in pochi giorni 150.000 profughi libici, i “nostri” gridano all'invasione e dichiarano lo stato d’emergenza di fronte all’arrivo di seimila migranti in due mesi, utilizzando la ben nota strategia dell’allarmismo, tesa a fomentare nell'elettorato i peggiori sentimenti antirazzisti e xenofobi.

Lampedusa scoppia: 2600 persone ospitate in un centro che ne prevede 850, e gli sbarchi continuano, mentre si pensa (idea brillante!) di montare una o più tendopoli per accoglierli: sembra che l’importante sia tenerli lì, stipati, in condizioni insostenibili; nel frattempo li si tratta in modo del tutto arbitrario, proponendo ad alcuni di presentare la domanda di asilo, per altri prospettando la detenzione, mentre ad altri ancora si notifica il respingimento differito.

Non stupisce che questa situazione sfoci nelle proteste della popolazione dell’isola, che si mobilita per bloccare gli sbarchi e impedire ai migranti di scendere a terra; viene anzi da pensare che questo modo irresponsabile di gestire la prevedibile ondata di arrivi non sia solo, o non tanto, frutto di incapacità e di incompetenza, quanto una strategia politica che mira a suscitare un allarme ingiustificato e una reazione di rifiuto, con conseguenze devastanti sia per i migranti che per il clima sociale del nostro paese.

Una strategia confermata dal progetto del centro di Mineo, ex residenza dei militari di Sigonella, che diventerà, secondo l’ispirazione umanitaria del presidente del consiglio, il “villaggio della solidarietà”, “centro residenziale a 4 stelle per stranieri”, “un modello di assistenza e solidarietà di grande efficienza”, secondo le parole del ministro Maroni: ma non ospiterà gli ultimi arrivati, perché sono già iniziate le deportazioni da altri centri, i CARA, con l’obiettivo di rinchiudervi, a 7 km dal centro abitato e ben protetti da un “cordone di forze di polizia”, i richiedenti asilo sparsi sul territorio italiano. Il presidente della Regione Sicilia, Lombardo, si domanda se non deve stare “con il mitra in mano”, e si augura che “il governo segua momento per momento queste 2000 persone…e che tuteli la nostra agricoltura” (sic!).

Contro questa scellerata modalità di gestire gli arrivi dei migranti e la loro permanenza sul territorio protesta il mondo antirazzista diffuso sia a livello di associazionismo che a livello istituzionale, realtà e soggetti che allo stesso tempo si adoperano per portare quotidianamente sostegno concreto e offrire un punto di riferimento alle persone coinvolte. 

Concentrare i richiedenti asili, o i migranti, in grandi strutture gestite militarmente e isolate dal territorio non è una politica dell’accoglienza, è una politica della ghettizzazione: come dichiarano i sindaci di alcuni comuni siciliani “la vera accoglienza si costruisce solo dentro un tessuto di relazioni e una rete diffusa di servizi”, in modo che l’incontro fra la popolazione autoctona e i migranti diventi un’effettiva opportunità professionale e culturale per gli uni e per gli altri. 

Ma non si tratta solo di una politica rozzamente razzista: dietro queste scelte si muovono forti interessi economici, di chi sui problemi dei migranti, e sulle spalle della popolazione italiana, riesce a fare affari d’oro: quello che non viene detto è che il centro di Mineo non è di proprietà dello Stato italiano o dell’esercito, bensì di una società di Parma che lo affittava agli americani per 8,5 milioni di dollari all'anno, e che da quando gli americani hanno disdetto il contratto è alla ricerca di un altro “inquilino” (ora l’ha trovato!). Del resto grandi strutture gestite dalle forze dell’ordine e da poche grandi associazioni (in particolare la Croce Rossa) si sa bene che sono molto più costose dell’accoglienza diffusa sul territorio che è stata realizzata in molti comuni (in particolare quelli aderenti al progetto SPRAR).

E’ necessario dunque rompere il muro di menzogne e di allarmismi che nasconde una ben precisa strategia politica ed economica: mentre si grida alle invasioni e si additano i migranti come i responsabili dei nostri problemi e dei nostri errori, il governo continua a trarre profitto da questa situazione, facendone ricadere i costi, oltre che sui migranti stessi, su tutta la popolazione italiana.

Rete Antirazzista Fiorentina